La caduta di LeoVARdo Bonucci

Non dev’essere piacevole, il giorno dopo, svegliarsi nei panni di Franz Beckenbauer. Prendere cioè atto, al sorgere del sole, che oltre allo spostamento indietro dell’orologio, la storia ha cinicamente mandato indietro di sette anni le lancette professionali della tua carriera. Costruita con sacrifici, edificata mattone dopo mattone tra rinunce, infortuni e iniziale scetticismo. Poi la scalata impetuosa verso il successo, trionfi prestigiosi, vittorie in successione, riconoscimenti personali e trofei. Diventare beniamino del pubblico, essere considerato punto di riferimento da compagni e tifosi, ottenere il rispetto degli avversari, guadagnarsi la stima e gli elogi degli addetti ai lavori. Poi, all’improvviso, finisce tutto, in un caldo pomeriggio di luglio. Una favola che termina com’era iniziata, anzi, con rossonere prospettive di gloria e proclami da fuoriclasse consumato. Gli equilibri da spostare, le Champions milaniste ammirate in bacheca, le promesse ai nuovi tifosi, la fascia di capitano acquisita per decreto da ultimo arrivato, una sorta di incoronazione per l’uomo che, a distanza di anni, arrivava da predestinato per raccogliere l’eredità e il prestigio dell’ultimo grande difensore centrale milanista, al secolo Franco Baresi. Le prime confortanti apparizioni in Europa League, illusorie per il modestissimo valore degli avversari di turno. Qualche buon risultato in avvio di campionato, ma prestazioni sempre e comunque al di sotto delle attese e dei 42 milioni di euro investiti su di lui, ormai trentenne. Incertezze, distrazioni, disattenzioni banali. Infine il crollo, errori su errori (spesso perdonati dalla VAR) responsabilità dirette nelle sconfitte che si susseguono senza soluzione di continuità, la pazienza dei tifosi che inizia a vacillare, esattamente come la panchina del tecnico Montella. In ultimo il crollo, l’espulsione per gioco scorretto contro il Genoa, le due giornate di squalifica, la partita contro la “sua” Juve guardata da bordo campo. Dopo che, in settimana, Franz aveva vissuto una parentesi di gloria, viaggiando indietro nel tempo e raccogliendo ai Fifa Football Awards di Londra i complimenti e le meritate gratificazioni per quanto messo in mostra e vinto con la vecchia squadra. Un “rateo attivo”, un’entrata futura relativa a rendite già maturate in un passato non troppo lontano. Ieri pomeriggio, il cerchio si è chiuso definitivamente. La Juve ha battuto il Milan a domicilio, doppietta di Higuain, e Franz, immalinconito a bordo campo, ad ascoltare il coro dei suoi ex tifosi che lo invitavano a saltare con loro. Un bicchiere di fiele bevuto a piccole dosi, fino all’ultimo sorso finale, ingurgitato a fondo osservando ciò che era e non è più. Leonardo, diventato nel frattempo LeoVARdo, nel triste crepuscolo della gloria che fu, tra i fantasmi di Halloween e gli incubi di un futuro incerto.

La vittoria dei bianconeri a San Siro è valsa la conquista, per una notte, del primo posto in classifica. Solo una notte durata un’ora in più, perché a distanza di meno di dodici ore il Napoli, pur con qualche brivido iniziale, ha liquidato il Sassuolo in casa e si è nuovamente isolato in vetta. All’ora di pranzo, anche la Lazio aveva ripristinato le originarie posizioni di classifica: i ragazzi di Inzaghi, in gita a Benevento, ne fanno 5 confermando l’inadeguatezza dei campani (ancora a zero punti dopo 11 gare) alla serie A, nonostante il più inutile dei cambi in panchina avvenuto in settimana. Continua nella sua striscia positiva la Roma, che vince ancora con il minimo scarto questa volta ai danni del Bologna. Nelle retroguardie, successi importanti in prospettiva salvezza per il Crotone contro la Fiorentina e della Spal contro il Genoa. In attesa dell’Inter, di scena nel Monday night al Bentegodi contro il Verona, tornano in settimana le gare di Champions e di Europa League. In Champions, la Roma proverà a replicare in casa la buona prestazione fornita a Stamford Bridge contro il Chelsea di Conte e dare sostanza all’obiettivo dell’approdo agli ottavi, la Juve cercherà di conquistare i tre punti necessari in Portogallo contro lo Sporting per archiviare il discorso qualificazione, il Napoli cerca una vittoria pesante al San Paolo contro il Manchester City di Pep Guardiola. In Europa League, l’Atalanta vola a Cipro per fare punteggio pieno e qualificarsi con due giornate d’anticipo, il Milan proverà a non farsi scavalcare in classifica dall’Aek Atene al quale renderà visita dopo il deludente zero a zero dell’andata in casa, la Lazio all’Olimpico cercherà contro il Nizza di Balotelli di ottenere quella vittoria che certificherebbe il passaggio matematico ai sedicesimi. Storie e cronache di una stagione tutta da vivere.