Tre punti d’oro contro il Foggia, ma a Carpi il Cosenza è stato più bello

Si dice che vincere sia una buona medicina, perché dà fiducia e contribuisce a mettere da parte ogni tipo di perplessità o incertezza. L’assunto corrisponde a verità, ma proprio per questo va maneggiato con cura, evitando di giungere a facili conclusioni che hanno la forza e la capacità di offuscare la realtà delle cose. In altre parole, l’euforia del successo produce un effetto mimetizzante in grado di generare valutazioni che tengono conto solo del risultato finale tralasciando l’essenza autentica del modo in cui si è giunti ad esso.

Precisiamo subito che il Cosenza ha largamente meritato il successo pieno contro il Foggia, sfoderando una prestazione di personalità orientata alla ricerca del risultato pieno sin dal primo minuto. Tuttavia, la prima vittoria stagionale, pur ineccepibile nel punteggio, ha evidenziato nel gioco espresso un piccolo passo indietro rispetto alla prestazione offerta a Carpi prima della sosta. In Emilia, la partita dei Lupi si era caratterizzata attraverso una manovra ragionata, un fraseggio che oltre a proporre lo scarico sulle fasce laterali, aveva sviluppato trame e geometrie in tutte le zone del campo, favorendo una partecipazione più attiva dei centrocampisti: frequenti inserimenti senza palla, maggiore profondità per vie centrali, coinvolgimento nel gioco delle punte e una conseguente presenza più attiva in area di rigore avversaria. Merito di quel 4-3-1-2 proposto nell’occasione da Braglia. Il risultato a Carpi si è sostanziato, infatti, non nel semplice possesso palla, ma nella capacità di comandare il gioco e imprimere alla gara i ritmi desiderati e il proprio tema tattico.

Contro il Foggia, viceversa, pur senza fare difetto l’applicazione, la volontà e il sacrificio, la manovra dei rossoblù è risultata più prevedibile e meno ariosa. Probabilmente per effetto del ritorno a quel 3-5-2 (mutabile a tratti in 3-4-1-2 con Garritano trequartista dietro le punte) proposto da mister Braglia, che per naturale declinazione si sviluppa essenzialmente sulle corsie reggendosi sulla doppia fase di spinta e contenimento degli esterni Corsi e D’Orazio. Cosicché, la dinamica delle azioni proposte si è risolta in una insistente ricerca della profondità sulle corsie, attraverso lanci lunghi a scavalcare la zona mediana, traducendosi in un piano tattico di facile lettura per gli avversari. Contro i pugliesi si è assistito ad un discreto primo tempo, tutto grinta e corsa, ma carente nel gioco manovrato e denotando poche alternative nelle soluzioni d’attacco.

A conferma di ciò, tanti tiri dalla distanza, poche azioni palla al piede e gara sbloccata grazie all’opportunismo di Tutino, rapido a raccogliere la ribattuta di Bizzarri sul calcio di rigore vanificato da Maniero. Rigore che lo stesso Tutino si era procurato in virtù di uno spunto su azione nata sulla fascia di destra. Meno brillante il secondo tempo, quando i pugliesi hanno alzato il baricentro della propria manovra nel tentativo di raggiungere il pareggio. Il Cosenza si è lasciato schiacciare, ha avuto difficoltà nel ribaltare l’azione, le ripartenze sono state meno efficaci e più farraginose, e per fortuna che ancora Tutino a un quarto d’ora dalla fine si è inventato il goal della sicurezza con un bel tiro di esterno destro, quando già sul San Vito-Marulla aleggiavano gli spettri di Livorno e Perugia.

Perché, in sostanza, si stava ripetendo uno scenario già visto, quando a 20 dalla fine il tecnico foggiano Grassadonia ha spedito in campo Chiaretti mandandolo a posizionarsi tra le linee sulla propria trequarti (come accaduto con Diamanti del Livorno e Vido del Perugia, appunto), e modificando l’iniziale 3-5-2 in 4-3-1-2.

Per fortuna è andata bene. Tre punti meritatissimi che danno morale al gruppo e ossigeno alla classifica.

A conti fatti, considerato l’organico in dotazione (di adeguato spessore) e la buona condizione atletica, al netto di alcuni peccatucci di ingenuità e di una pervicace ostinazione nel 3-5-2, i rossoblù avrebbero potuto tranquillamente avere 5/6 punti in più in classifica. Di certo, nelle esibizioni finora prodotte, nessuna formazione ha dimostrato di essere tecnicamente superiore al Cosenza. Questa è la vera buona notizia delle prime otto gare di campionato, in vista dell’appuntamento di sabato prossimo in quel di Brescia.

 

Forza Lupi!!!