Saracco a farfalle, Cosenza beffato a Brescia

Una prestazione maiuscola, quella del Cosenza a Brescia. Per intensità, per capacità tattica di leggere la gara, per gioco espresso e per come i rossoblù sono stati in campo dal 1° al 96esimo. Una grande dimostrazione da parte di mister Braglia nel saper disporre la squadra e utilizzare le risorse tecniche messe a disposizione dalla società, a conferma dell’enorme potenzialità, in termini di materiale umano, in dotazione all’organico rossoblù.

Purtroppo, però, nel calcio contano gli episodi, e così al quarto d’ora della ripresa, su un cross dalla sinistra Saracco sbaglia i tempi dell’uscita e permette ai padroni di casa di realizzare la rete del vantaggio. Finisce 1 a 0, risultato bugiardo che più bugiardo non si può.

I Lupi hanno affrontato l’insidiosa trasferta in terra lombarda a viso aperto, con personalità e convinzione, disponendosi con un 4-3-1-2 meritevole di essere decifrato per come declinato tatticamente: retroguardia presidiata da Corsi e Legittimo sugli esterni e Idda e Dermaku centrali, Palmiero vertice basso a dettare i tempi di gioco davanti alla difesa, coppia di mediana composta da Bruccini e Mungo, con Garritano vertice alto nel ruolo di trequartista dietro il tandem d’attacco Maniero-Tutino. Il centrocampo a rombo disegnato da Braglia ha funzionato alla perfezione: Palmiero con compiti di interdizione in fase di non possesso e di costruzione della manovra in prima uscita, e Garritano venti metri più avanti a cercarsi lo spazio e far gioco tra le linee per innescare gli attaccanti: Tutino largo sulla destra e Maniero ad accorciare a mò di elastico verso il centrocampo favorendo gli inserimenti di Mungo e Bruccini.

Le geometrie del Cosenza si concretizzano in uno sviluppo pressocchè perfetto della manovra: buoni i movimenti senza palla, rapidi tocchi di prima a servire l’uomo libero, tanta corsa e tanta qualità. Bello! Il Cosenza così disposto è davvero bello! E meriterebbe il vantaggio già dopo 5 minuti, quando Maniero scaraventa in rete un pallone servito su palla inattiva che l’arbitro, su segnalazione del guardalinee, non convalida per fuorigioco. Rivedendo l’azione più volte, al netto di ulteriori e impercettibili tocchi in area che non sembrano esserci, il goal appare validissimo se si considera la regolare posizione di partenza dell’attaccante del Cosenza. Primo tempo, insomma, tutto di marca rossoblù, con il Brescia che si fa vivo in un’unica circostanza, un tiro centrale da fuori area neutralizzato in corner da Saracco.

Nella ripresa, Braglia cambia la disposizione della squadra senza mutarne l’aspetto tattico: fuori Palmiero, rombo in archivio, dentro Baez che si posiziona a sinistra sulla linea di mediana formando un trio con Mungo al centro (che rileva i compiti di Palmiero) e Bruccini sul lato opposto. Grande duttilità a testimonianza delle molteplici soluzioni tattiche a disposizione del tecnico toscano. Con Baez in campo, il Cosenza avanza il proprio baricentro e continua nel forcing del primo tempo, cingendo d’assedio la difesa bresciana. E quando sembrava che il meritato goal dei Lupi fosse ormai nell’aria, ecco il vantaggio dei padroni di casa: azione sulla sinistra dell’attacco bresciano, Saracco va a farfalle e Torregrossa insacca.

Incassato l’immeritato svantaggio, Braglia rimescola ancora le carte. Varone subentra al posto di Bruccini infortunatosi alla spalla dopo uno scontro di gioco, e Anastasio rileva Legittimo. Il Cosenza passa a tre in difesa, prova a intensificare la pressione nel tentativo di raggiungere un pareggio strameritato, addirittura stretto per come ha interpretato la gara, ma il Brescia riesce nell’impresa di chiudere tutte le linee di passaggio e conquistare l’intera posta in palio.

Che dire? Sconfitta assurda, squadra ben messa in campo, condizione atletica invidiabile, manovra apprezzabile e grande capacità di adattarsi alle diverse esigenze che la partita di volta in volta presenta. Dal 4-3-1-2 col rombo, al centrocampo in linea senza cambiare modulo, per finire con la difesa a 3 e gli esterni alti a creare superiorità numerica nella metà campo avversaria. Palmiero da prezioso playmaker a disegnare geometrie, e Garritano trequartista (lo avevamo suggerito nel ruolo dopo la seconda di campionato) a muoversi tra le linee. Unico rammarico (non da poco), il risultato finale, per una grave incertezza di Saracco: forse è il caso di pensare a qualche turno di riposo per permettere al ragazzo di riconquistare fiducia in se stesso, se si considera che l’incertezza di oggi non è stata l’unica di questo problematico avvio di stagione.

Appuntamento al turno infrasettimanale di martedì, quando al San Vito-Marulla, con inizio alle 21, sarà di scena la capolista Pescara.

Forza Lupi!!!