Da Pescara al Pescara, delusione per il Cosenza

Nella notte umida del San Vito-Marulla, il Cosenza chiude tra mille rimpianti il turno serale infrasettimanale di campionato, collezionando il quinto pareggio stagionale al termine di una gara tutto sommato ben giocata contro la capolista del torneo. Da Pescara al Pescara sono trascorsi 4 mesi e mezzo, passando dalla notte magica della finale playoff dello stadio Adriatico contro il Siena, quando i Lupi conquistarono la promozione in serie B, al turno infrasettimanale contro i biancoazzurri abruzzesi, nella decima giornata di questa stranissima prima parte di stagione in cadetteria. I rossoblù, schierati in campo con lo stesso modulo tattico di pochi giorni fa a Brescia, disputano una gara senza particolari sbavature, dimostrando maturità e consapevolezza. Il 4-3-1-2 di mister Braglia, variato negli interpreti rispetto alla trasferta in terra lombarda per consentire a qualcuno di rifiatare visti gli impegni ravvicinati, ripropone il centrocampo a rombo che bene aveva figurato contro le rondinelle: Palmiero vertice basso davanti alla difesa, Baez nel ruolo di trequartista dietro la coppia d’attacco Maniero-Tutino, Verna e Mungo mezze ali ad occupare rispettivamente la zona di destra e quella di sinistra in mediana; reparto difensivo composto da Corsi e Legittimo sugli esterni con Dermaku e Idda centrali, davanti a Cerofolini che prende tra i pali il posto di Saracco, a riposo forzato dopo l’erroraccio contro il Brescia. Piano tattico più spregiudicato quello del Pescara, disposto con un 4-3-3 dalle intenzioni eloquenti: riscattare il passo falso interno contro il Cittadella e rinsaldare il primato in graduatoria.

Primo tempo con i Lupi attenti a manovrare e, contemporaneamente, a chiudere tutte le linee di passaggio del Pescara, che a sua volta tiene bene il campo esercitando una discreta pressione che si traduce in un leggero predominio nella zona mediana e nella costruzione di diverse azioni da rete sotto porta, senza tuttavia creare serie situazioni di pericolo in area rossoblù. Il Cosenza controlla le incursioni avversarie senza particolari sofferenze e, nonostante il Pescara dimostri di possedere un apprezzabile impianto di gioco, imprime alla gara un ritmo decisamente congeniale. Pressing alto, buone geometrie di Palmiero, pregevoli movimenti di Baez tra le linee a far gioco con Maniero ad andare incontro e Tutino ad aggredire la profondità, lavoro di sostegno nel fraseggio e in fase di copertura di Mungo e Verna, bravi ad accompagnare l’azione in fase di possesso.

Nel calcio si dice spesso, e a ragione, che siano gli episodi a fare la differenza. Nel primo tempo un tocco di mano in area pescarese non viene sanzionato con il penalty dal direttore di gara, lasciando sul San Vito-Marulla tanti dubbi e non poche perplessità. Allo scadere della prima frazione, il portiere ospite interviene male su un tiro di Tutino, favorendo il tap-in dell’ex di giornata Maniero che si avventa sul pallone siglando il vantaggio rossoblù con il giusto opportunismo da area di rigore che rientra nel bagaglio di ogni attaccante di razza. Cosenza in vantaggio e Pescara costretto a rincorrere. Nella ripresa non cambia il clichè della partita, con i Lupi che tengono bene il campo e controllano i tentativi, piuttosto evanescenti, degli ospiti. Ma quando sembrava ormai che la gara avesse detto tutto, ecco palesarsi l’ennesimo episodio controverso che muta l’esito del match. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo all’88esimo, Crecco di testa spedisce la palla all’angolino basso della porta difesa da Cerofolini, il quale interviene in modo non pulito complicandosi la vita. Non è chiaro se il pallone abbia effettivamente superato per intero la linea di porta, anzi a giudicare dalle immagini sembrerebbe proprio di no, ma in serie B non esiste la “goal line technology” e dunque l’arbitro convalida la marcatura decretando il pari biancoazzurro.

L’ennesima beffa per il Cosenza, che vede sfumare in piena “zona Cesarini” (come contro Ascoli e Livorno) la vittoria ad un passo dal traguardo.

Altra prova di carattere dei Lupi, ma ancora una volta il risultato finale penalizza il Cosenza. Va detto che il Pescara non ha demeritato, anzi delle squadre fin qui incrociate ha dimostrato senz’altro di essere la migliore per come ha gestito la gara in maniera propositiva e decisamente convincente soprattutto nei primi 45 minuti. Forse alla fine il pareggio appare come il risultato più giusto per quanto visto in campo, tuttavia c’è da recriminare ancora una volta sull’incapacità di portare fino in fondo la partita e fare bottino pieno anche in situazioni dove l’avversario di giornata non viene totalmente dominato sul piano del gioco. Un’altra disattenzione difensiva che costa cara, un altro episodio sul quale si sarebbe potuto e dovuto fare meglio. Occorre migliorare questo aspetto, restare concentrati fino alla fine, limitare quelle situazioni al limite dove l’errore può costare caro e vanificare gli sforzi prodotti durante tutto l’arco dei 90 minuti. Bene l’aspetto tattico, nulla da dire sull’approccio alla gara e sulla personalità dimostrata. Avanti così, e i risultati arriveranno di sicuro, magari già sabato pomeriggio sul complicato terreno dello stadio Barbera di Palermo.

Forza Lupi!!!