Gara rocambolesca, un tempo per parte, ma al San Vito passa il Lecce

Il peggior primo tempo della stagione, quello del Cosenza visto al San Vito-Marulla contro il Lecce. I lupi sbagliano l’approccio alla gara, interpretano male il tema tattico della partita, arrivano sempre tardi sulle seconde palle, perdono tutti i duelli individuali e, insomma, ci capiscono poco e nulla al cospetto di un Lecce che, pur senza forzare i ritmi di gioco, dopo appena 13 minuti è già avanti di due goal. Mister Braglia disegna un 3-4-1-2 in partenza, con Saracco tra i pali, Pascali, Dermaku e Legittimo in difesa, Mungo e Bruccini interni in mediana con Corsi e D’Orazio a spingere sulle fasce, Garritano trequartista di sostegno alla coppia d’attacco composta da Tutito e Di Piazza. Il tecnico dei salentini risponde con un 4-3-1-2 che, sin dalle prime battute, mette in grosse difficoltà l’assetto tattico dei rossoblù, che partono molli e lasciano l’iniziativa agli ospiti. Il Lecce conquista subito il pallino del gioco, sviluppa una efficace circolazione di palla con un netto predominio a centrocampo, mostra una superiore organizzazione di gioco e dopo 7 minuti, senza esasperare i ritmi,  trova il vantaggio con un bel tiro dai 25 metri di Venuti. A quel punto ci si aspetta un minimo di reazione dei rossoblù, ma è ancora il Lecce a fare la partita. I Lupi non trovano varchi, un po’ perché il predominio territoriale dei pugliesi sembra schiacciante, un po’ perché la squadra appare spaccata in due, con la fase offensiva troppo slegata da un centrocampo ostaggio del giro palla dei salentini. E difatti, dopo una manciata di minuti dal vantaggio, il Lecce raddoppia: Palombi lanciato sulla sinistra si fa beffe di Pascali e insacca all’angolino basso con Saracco che non intercetta. Sotto di due reti e in balia degli avversari, il Lecce padrone della partita sfiora la terza marcatura sempre con Palombi, contro il quale Pascali non riesce a prendere le dovute contromisure. A quel punto, anche Braglia capisce che è arrivato il momento di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico. Il 3-4-1-2 diventa 4-2-3-1, con il passaggio della difesa a quattro, Bruccini e Mungo a far diga in mediana, D’Orazio e Tutino larghi, Garritano in mezzo e Di Piazza davanti. I Lupi avanzano il proprio baricentro e costruiscono un paio di occasioni, su palla inattiva, grazie alle incursioni su corner di Pascali. Troppo poco per mettere in apprensione la squadra di Liverani.

Nel secondo tempo cambia tutto grazie al nuovo assetto tattico del Cosenza, che trova gli interpreti più adatti grazie alle mosse di Braglia. Dentro Maniero al posto di un evanescente Di Piazza e Baez in luogo di D’Orazio. Ed è proprio l’ingresso in campo dell’uruguaiano che genera il cambio di ritmo e favorisce la rimonta rossoblù. Il Cosenza tenta il tutto per tutto per recuperare il risultato, si riversa con maggiore coraggio nella metà campo avversario, pianta le tende davanti alla porta salentina e dimezza lo svantaggio con Tutino, imbeccato da un bel cross dalla destra di Baez: bel cambio gioco dalla parte opposta, colpo di testa a fil di palo e partita rimessa sui binari giusti. Sfruttando l’inerzia del momento, i Lupi insistono, Maniero scheggia l’incrocio dei pali con un gran tiro dalla distanza e all’80esimo, ancora sugli sviluppi di un’incursione sulla destra di Baez, un cross rasoterra dell’uruguaiano viene raccolto dentro l’area da Tutino che scaraventa il pallone in porta, siglando la sua seconda doppietta stagionale. 2 a 2, gara riequilibrata e Cosenza super offensivo con l’ingresso di Baclet al posto di Garritano. Lo schieramento troppo sbilanciato dei Lupi, tuttavia, si fa sorprendere in ripartenza pochi minuti dopo il pareggio, e il subentrato Falco all’82esimo trova il definitivo goal del 3 a 2 che regala il successo al Lecce.

Cosa dire? Un primo tempo regalato per manifesta inferiorità. Una ripresa ben giocata, in virtù delle correzioni al modulo intervenute dopo il doppio svantaggio. La sensazione è che questo Cosenza non abbia ancora trovato la giusta dimensione, e sia alla ricerca di una propria definita fisionomia negli uomini e nella tattica. Perché, per esempio, non utilizzare Baez sin dall’inizio in tutte le gare? Da quello che si è visto finora, è uno dei pochi elementi di categoria in grado di saltare l’uomo, forte fisicamente, dotato di una buona tecnica individuale e tatticamente disciplinato. E ancora, perché non considerare la presenza di Palmiero come pedina fondamentale, tanto in fase di costruzione che di prima interdizione a centrocampo? Nella sfida di oggi pomeriggio, soprattutto nei primi 45 minuti, è emersa chiaramente la difficoltà di far gioco e la carenza di idee e geometrie nella manovra rossoblù. Ancora, perché non abbandonare definitivamente la difesa a tre, impostando la squadra con un sistema di gioco che occupi in maniera più equilibrata tutto il campo?

La sosta della prossima settimana aiuterà a recuperare energie mentali e fisiche in vista del derby di lunedì 26 novembre all’Ezio Scida di Crotone, partita delicata nella quale il Cosenza dovrà fare a meno di Dermaku, oggi ammonito, che sarà squalificato. Ma bisognerà iniziare a darsi una mossa, perché le gare giocate iniziano a essere tante e i punti raccolti pochi.

Forza Lupi!!!