All’inferno e ritorno: il cuore del Cosenza batte il Padova

Il modo più bello per vincere una partita sofferta. Succede in pieno recupero al 94esimo, proprio in quella “zona Cesarini” che tante volte, nel recente passato, aveva visto capitolare spesso immeritatamente il Cosenza. La ciliegina sulla torta la piazza Luca Garritano, con un preciso colpo di testa sugli sviluppi dell’ennesimo calcio d’angolo a favore dei Lupi. Esplode il San Vito-Marulla per la rete del 2 a 1 realizzata dal cosentino in maglia rossoblù, autore di una pregevole prestazione nel corso della quale aveva sfiorato più volte la marcatura. All’inferno e ritorno, partita ribaltata e vittoria conquistata con cuore e sudore.

Da Marulla al Marulla. Dopo 21 anni dalla partita di Padova che aveva sancito la retrocessione in serie C del Cosenza targato De Biasi, ultima di Gigi in carriera, i rossoblù si rifanno con gli interessi ottenendo la seconda vittoria consecutiva dopo l’exploit nel derby calabrese in casa del quotato Crotone. La settimana perfetta dei Lupi, dal Monday night dello Scida al match in casa contro i veneti, ha rischiato tuttavia di essere pesantemente macchiata dall’ingenuità di Legittimo al 25esimo del primo tempo, quando in seguito a reiterata trattenuta su Cappelletti, aveva causato il penalty con il quale gli ospiti si erano portati in vantaggio.

Eppure il Cosenza aveva aggredito con il giusto approccio la delicata sfida; mister Braglia si era affidato al medesimo schieramento tattico utilizzato nella gara di Crotone: 4-2-3-1 con Perina tra i pali, Corsi e Legittimo esterni di difesa con il rientrante Dermaku e Idda centrali, Mungo e Bruccini a far diga in mediana e supportare i 4 in attacco, disposti con Baez sulla destra, Tutino largo a sinistra, Garritano trequartista a cercarsi lo spazio tra le linee e Baclet terminale offensivo al posto dello squalificato Maniero. Dall’altra parte, il Padova con un 4-3-3 che prevedeva l’arretramento dell’esperto Pinzi davanti alla difesa e di Berlingheri a supporto delle due punte, trasformando lo schieramento padovano in un 4-1-2-1-2 con il preciso obiettivo di fare densità a centrocampo e soffocare sul nascere le iniziative rossoblù.

L’avvio è tutto di marca cosentina con un paio di occasioni non sfruttate da Tutino, ma i ritmi tuttavia vanno lentamente scemando perché il Cosenza trova pochi spazi per verticalizzare la sua manovra e il Padova non sembra disporre delle potenzialità necessarie per creare seri pericoli alla retroguardia rossoblù. Sta di fatto che, come un fulmine a ciel sereno, alla metà della prima frazione accade l’episodio che cambia, provvisoriamente, gli equilibri in campo. Legittimo commette una clamorosa ingenuità su Cappelletti, strattonandogli in maniera prolungata la maglia in area di rigore, e il direttore di gara accorda il penalty. Dagli undici metri Bonazzoli (tra i migliori dei suoi) non sbaglia e regala il vantaggio agli ospiti. I Lupi reagiscono e sfiorano il pari prima con Baclet e poi con una clamorosa occasione capitata sui piedi di Garritano da cross di Baez, ma il goal non arriva e dunque si va all’intervallo sotto di un goal.

Nella ripresa Braglia effettua subito due cambi che generano l’auspicato cambio di marcia: entra Palmiero al posto di Mungo e D’Orazio in luogo di Legittimo. Il playmaker napoletano dispone di quelle geometrie necessarie a ribaltare l’azione e dettare i tempi, D’Orazio inizia a spingere con maggiore frequenza sulla fascia sinistra, Garritano arretra il suo raggio d’azione collocandosi davanti a Palmiero e di fianco a Bruccini che insiste sulla corsia di destra a supporto di Baez. L’innovazione migliore nel gioco del Cosenza, rispetto al primo tempo, sta nel fatto che i rossoblù iniziano a sfruttare tutta l’ampiezza del campo nella costruzione della manovra, eludendo l’intasamento per vie centrali tatticamente preparato dal Padova. E infatti, al decimo della ripresa, arriva il pareggio: su splendido colpo di tacco in area di Baclet a smarcare Baez all’altezza del dischetto, l’uruguaiano viene atterrato in area da Mazzocco: rigore ed espulsione, Baclet si incarica della battuta e realizza con un imparabile destro a mezza altezza.

Pareggio raggiunto e ospiti in inferiorità numerica che si sistemano in campo con il 4-3-2. Da quel momento in avanti è tutta un’altra partita. I Lupi avvertono l’odore del sangue e si riversano in massa alla ricerca del goal-vittoria. Ci prova Garritano dalla distanza, prima rasoterra con un destro a fil di palo e poi con un bel tiro a giro, subito dopo Bruccini viene anticipato al momento dell’impatto di testa a porta spalancata, Palmiero carica un gran destro dai venti metri neutralizzato in due tempi dal portiere, infine Tutino completamente libero a centro area spedisce a lato fallendo una ghiotta occasione. Tutto ciò fino al 94esimo, perché evidentemente era destino che segnasse proprio lui, il cosentino doc che più di tutti aveva cercato il goal nell’arco dei novanta e passa minuti di gioco. Tempo di recupero, calcio d’angolo, colpo di testa, rete. Match, partita, incontro. Corsa sfrenata sotto la Curva Bergamini a torso nudo, per tre punti preziosissimi conquistati con la lotta e con il cuore. Vittoria importantissima, che sommata alla sconfitta del Crotone in quel di Cremona, permette al Cosenza di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della classifica.

Buona la reazione di carattere dopo il goal subito, la squadra è apparsa in netta crescita nel secondo tempo, anche grazie all’ordine e alle geometrie garantiti dall’ingresso in campo di Palmiero, al cui apporto non rinunceremmo mai per nessuna ragione al mondo. Avanti così, sabato prossimo a La Spezia per allungare la striscia positiva e confermare autoconvinzione e maturità.

Forza Lupi!!!