“Zlatan” D’Orazio castiga il Venezia a domicilio

Dominazione Cosenza. Basta un aggettivo a sintetizzare la trasferta dei Lupi in laguna, artefici di una prestazione sublime in casa di un Venezia annichilito sotto tutti i punti di vista: tattico, tecnico e atletico. Una partita dominata in lungo e in largo, gestita nel ritmo e nel palleggio, nella capacità di imporre gioco e nell’intelligenza di saper sfruttare l’inconsistenza dello scriteriato modulo tattico proposto dal tecnico dei padroni di casa, Walter Zenga. Un Cosenza che, al netto del passo falso in casa dello Spezia, il cui rotondo passivo era maturato solo nei secondi 45 minuti di gara dopo un primo tempo ottimamente giocato, continua nella striscia positiva di risultati: successo in trasferta nel derby con il Crotone, vittoria al 94esimo al San Vito-Marulla contro il Padova, pareggio interno col quotato Benevento e impresa odierna in quel di Venezia. Ruolino di marcia interessante, che riporta i Lupi in una posizione di classifica certamente più consona in relazione al gioco finora espresso in questo girone d’andata del campionato nazionale di Serie B.

A siglare la rete che vale tre punti, a dieci minuti dal triplice fischio, è stato Tommaso “Zlatan” D’Orazio, con un preciso diagonale dalla sinistra frutto di un assist al bacio di Baez, subentrato nella fase finale dell’incontro a Tutino. Perché “Zlatan”? Basta guardare in viso l’esterno di difesa rossoblù per accorgersi dell’incredibile somiglianza con Ibrahimovic: al nostro manca il codino e qualche centimetro in più, ma i tratti fisionomici fanno pensare a una prematura separazione alla nascita con il più famoso collega oggi di scena sui campi dorati del calcio a stelle e strisce d’oltreoceano.

Mister Braglia in laguna opta ancora per il 3-5-2, confermando Perina tra i pali, Idda, Dermaku e Legittino centrali di difesa, Corsi e D’Orazio esterni con il compito di fare su e giù per le rispettive fasce di pertinenza, Palmiero regista e gran manovratore del gioco assistito in mediana da Bruccini e Garritano, con Maniero di punta e Tutino a girargli intorno. Sin dalle prime fasi la partita ha un unico padrone. I Lupi macinano gioco, si fanno preferire nella circolazione di palla, sviluppano interessanti geometrie allargando la manovra sugli esterni in modo da sfruttare il campo in ampiezza, arrivano sempre per primi sulle seconde palle e marcano un evidente predominio a centrocampo. Corsi e D’Orazio svolgono splendidamente la doppia fase di spinta e ripiegamento, Palmiero sembra Pjanic nel modo in cui riconquista palla e capovolge il gioco, inventando geometrie e favorendo la circolazione del pallone verso l’uomo libero. Garritano sfrutta tutti gli spazi a disposizione per creare superiorità numerica con inserimenti senza palla sempre puntuali, Bruccini raddoppia e si propone in proiezione offensiva. In difesa funzionano le marcature preventive: Dermaku le prende tutte, Idda e Legittimo chiudono gli spazi e coadiuvano nelle marcature esterne i due fluidificanti che in fase di non possesso trasformano la difesa da tre a cinque. Dalla trequarti in su Tutino è immarcabile, doppi passi e slalom, salta l’uomo con facilità e crea quella superiorità  che permette alla  squadra di produrre diverse situazioni di pericolo dalle parti dell’estremo difensore veneziano. E infatti, intorno al 30esimo, un gran tiro dalla distanza di Bruccini si stampa sulla traversa, e allo scadere della prima frazione Maniero colpisce per due volte il palo nella stessa azione, prima di testa su uno spiovente da destra e a seguire sulla ribattuta del legno. Lo zero a zero di metà gara è un affarone per il Venezia, mai in partita, sempre in affanno nella continua ricerca a vuoto del pallone, costantemente in ritardo nel giro-palla rossoblù e perdente nei duelli individuali. Insomma, il 4-3-3 studiato da Zenga si rivela chiaramente inadeguato perché non copre sulle fasce, fatica in inferiorità numerica a centrocampo e non impensierisce l’attentissima retroguardia del Cosenza.

Nel secondo tempo il Venezia prova a scuotersi, ma il pallino del gioco rimane sempre nei piedi dei rossoblù, che arrivano a sfiorare il meritatissimo vantaggio con Tutino. Poi i cambi, che danno ragione a mister Braglia condannando alla sconfitta il sopravvalutato tecnico avversario. Baez in campo per Tutino, Mungo per Garritano e Di Piazza per Maniero. Reparto offensivo rivoltato come un calzino, Di Piazza punta centrale con Baez alle spalle e Mungo da mezzala. All’80esimo la rete del vantaggio: Baez si invola sulla destra, cross a cambiare gioco per “Zlatan” D’Orazio che con un chirurgico rasoterra consegna al Cosenza tre punti preziosissimi e un felice Natale.

La classifica dice Cosenza a quota 18, con alle spalle Carpi, Crotone, Foggia, Livorno e Padova. Avanti di una lunghezza la Cremonese e di due il Venezia. La vittoria di oggi pomeriggio arriva a coronamento di una splendida prestazione di squadra, come tante ce ne sono state in questo girone d’andata ma che, per inesperienza, disattenzione o sfortuna, non avevano portato punti alla causa rossoblù. Ora il vento è cambiato, e i valori di questa formazione stanno piano piano emergendo. Avanti così, per concludere in bellezza questo 2018 ricco di soddisfazioni, in proiezione dell’ultima gara stagionale contro la Salernitana in casa giovedì prossimo alle 21. Poi l’ultima giornata di campionato, che il Cosenza non disputerà per il turno di riposo, e di nuovo in campo per la prima di ritorno il 19 gennaio del nuovo anno, ancora al San Vito-Marulla contro l’Ascoli. La storia è ancora tutta da scrivere.

Forza Lupi!!!