Vittoria Milan in Qatar: la Supercoppa è rossonera

E’ il Milan ad alzare la Supercoppa Italiana sotto il cielo di Doha, conquistando ai calci di rigore il suo settimo successo nella competizione, dopo una bella e emozionante partita rimasta in bilico fino all’ultimo minuto dei tempi supplementari. Un peccato per la Juve, che pure si era portata in vantaggio al 17esimo del primo tempo con Chiellini, benché, nell’arco dei 120 minuti, è stata la squadra rossonera a confezionare le migliori occasioni da goal dopo aver raggiunto il pari con Bonaventura nel primo tempo.

Nell’ultima gara del 2016, Allegri decide di giocarsi la finale affidandosi ancora al 4-3-1-2, schierando davanti a Buffon il quartetto difensivo composto da Lichtsteiner, Rugani, Chiellini e Alex Sandro, affidando come sempre a Marchisio, in cabina di regia, le chiavi di un centrocampo completato da Khedira e Sturaro, e posizionando Pjanic nel ruolo di trequartista alle spalle di Higuain e Mandzukic. Solo panchina per Dybala, evidentemente non ancora al top della condizione e considerato utile per subentrare a partita in corso al fine di innalzare la qualità tecnica degli undici in campo.

Milan e Juve danno vita a una sfida ricca di occasioni da goal e assai gradevole, condita da un buon ritmo e diverse giocate di qualità su entrambi i fronti. In avvio, i bianconeri esercitano un leggero predominio territoriale, ma fino alla rete sblocca-risultato di Chiellini, la gara appare troppo condizionata dall’esigenza di ambedue le squadre di non scoprirsi per non concedere spazi agli avversari. Alex Sandro imperversa sulla corsia di sinistra, Sturaro svolge con dedizione il suo compito di filtro a centrocampo e sfrutta le possibilità di inserimento tra le linee in proiezione offensiva. I rossoneri si coprono in modo ordinato, e provano a ripartire avvalendosi dell’ottima verve di Suso e di Bonaventura. Al 17esimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Chiellini anticipa la retroguardia rossonera e il compagno di squadra Mandzukic, trovando il guizzo vincente per beffare Donnarumma e portare la Juve in vantaggio. Poi, intorno alla mezzora, Alex Sandro è costretto ad abbandonare il terreno di gioco a causa dell’ennesimo infortunio muscolare che in questo primo scorcio di stagione ha pesantemente condizionato le scelte di Allegri, e la partita cambia. Subentra Evra, che rispetto al collega di reparto, spinge con minore intensità e soprattutto non salta l’uomo, subendo in maniera costante le iniziative in fase di proposizione del dirimpettaio Suso. E difatti, puntuale come una sentenza, arriva il pari al 38esimo: Suso prende palla sulla destra dell’attacco rossonero, Evra non contrasta restando a qualche metro di distanza, e sul cross perfettamente calibrato dello spagnolo Bonaventura anticipa di testa Lichtsteiner e Rugani.

Si va al riposo sull’1 a 1, ma l’inerzia della partita è cambiata.

Nella seconda frazione, il Milan sfiora più volte il vantaggio, colpendo una clamorosa traversa con Romagnoli e mancando l’obiettivo grosso in un paio di circostanze con Bacca, che prima del 90esimo spreca incredibilmente la più ghiotta delle occasioni a porta praticamente spalancata. La Juve cala d’intensità, risponde con un tiro dalla distanza di Khedira, sul quale Donnarumma si esalta, e ci prova un paio di volte con Higuain, ma senza tuttavia creare grosse apprensioni all’estremo difensore della formazione di Montella.

Scattano i supplementari, ma prima Allegri è costretto a sostituire l’acciaccato Sturaro (ottima la sua prestazione) con Lemina, e gioca la carta Dybala, al quale fa posto Pjanic. Di fatto lo schieramento tattico non cambia, perché l’argentino si posiziona alle spalle del duo d’attacco, ricoprendo lo stesso raggio d’azione che Pjanic, da trequartista, aveva svolto tra luci e ombre per tutta la gara. Delle due sostituzioni, molto più penalizzante l’uscita di Sturaro, dato che Lemina in mediana non garantisce la medesima copertura e la doppia fase di inserimento e ripiegamento.

All’extra time il risultato non cambia, ma il Milan dimostra di essere più in palla e di coprire meglio tutte le zone del campo, benché, proprio all’ultimo respiro, Dybala avrebbe sul suo sinistro il pallone per decidere le sorti del match e portare la coppa nella bacheca juventina; l’argentino, invocato per tutta la gara a gran voce dal pubblico qatariota, spedisce alto da posizione favorevole un pallone che in altre situazioni non avrebbe avuto difficoltà a indirizzare in rete.

Spazio ai rigori: per il Milan sbaglia Lapadula, per la Juve prima Mandzukic e poi Dybala, a conferma della serata decisamente storta del fuoriclasse argentino.

Il Milan solleva con merito la Supercoppa Italiana, la Juve, come due anni fa contro il Napoli, esce sconfitta dagli undici metri, e chiude con una delusione un 2016 ricco di soddisfazioni e successi (scudetto e coppa Italia).

Alla fine, giusto così: concentrato e tatticamente perfetto il Milan, scarsamente fluido il gioco dei bianconeri, Higuain servito poco e male, centrocampo e difesa in emergenza per i continui infortuni, reparto offensivo ridotto ai minimi termini per le assenze di Pjaca e dell’ancora non pienamente recuperato Dybala. Diventa, pertanto, quanto mai decisivo che la società intervenga nel mercato di gennaio, puntellando il reparto mediano (anche in considerazione della partenza per la Coppa d’Africa di Lemina e Asamoah, oltre che di Benatia) e assicurandosi almeno un’altra alternativa in attacco, in previsione del definitivo e completo recupero degli acciaccati.

Ora, sosta natalizia fino all’8 di gennaio, quando ripartirà la serie A e allo Stadium sarà di scena il Bologna.

 

FINO ALLA FINE!!!! FORZA JUVE!!!!