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Innocenti eVersioni. Le scie chimiche del Def

L’abolizione delle scie chimiche spruzzate dagli aerei a reazione sulle teste di popolazioni inermi e indifese è un gran passo per l’Italia. Giusto, dunque, aver inserito il provvedimento nel Def. Meno malattie e più salubrità, tanto benessere fisico e mentale e, a tendere, si farà di conseguenza a meno anche di quelle fastidiose vaccinazioni che tanti danni hanno provocato da Sabin in avanti. Anche l’abolizione della povertà è un toccasana per tanta gente costretta a vivere finora in condizioni di profonda indigenza. A saperlo che bastava dichiararne l’illegalità per decreto, ci avremmo pensato prima. Niente rivoluzioni, nessuna protesta di piazza, zero conflitti sociali. Nessun italiano sarà più costretto a vivere a pane e acqua, anzi ad acqua sì, visto che per il 90% fa parte del nostro organismo medusico. La felicità a portata di mano è solo questione di tempo e di spread. Il sogno di un reddito svincolato dal lavoro è finalmente realtà. Era sufficiente indebitarsi per raggiungere l’agognato obiettivo, un pò come scoprire l’acqua (ancora!!!) calda. Purtroppo, però, le risorse necessarie per finanziare l’estasi collettiva non proverranno dal prelievo forzoso di chi ha evaso le tasse, o, per dire, da chi ha accumulato una montagna di soldi a discapito dei poveracci vittime del sistema. No, i furbastri continueranno ad essere tutelati e protetti, neppure l’ombra di una redistribuzione equa della ricchezza, o di una lotta spietata per il recupero di quanto negli anni sottratto al fisco. Ma sono dettagli, nulla in confronto alla grande conquista raggiunta. Il denaro occorrente lo tireremo fuori noi, sempre gli stessi, in mille forme. Meno servizi, più oneri finanziari. E’ un modello flat, ma solo per chi ha già tanto. E’ un modello liquido, esattamente come l’acqua di cui siamo in grandissima parte composti. Il cambiamento è adesso. Il deficit al 2,4% del Pil non serve a produrre posti di lavoro e nuove infrastrutture, al netto di ponti dove si potrà giocare, mangiare e bivaccare. L’importante è non finirci sotto quei ponti, a vivere. L’incremento di debito è destinato a finanziare assegni mensili a scadenza e durature agevolazioni fiscali per chi possiede già molto. Il conto, quello vero e salato, sarà pagato più in là. Un po’ come andare al ristorante, abbuffarsi e lasciare in sospeso il pagamento: il dovuto verrà saldato da qualcuno negli anni a venire, qualcuno che oggi è bambino o che addirittura non è nemmeno nato. Nel frattempo continuerà la lotta senza esclusione di colpi all’immigrato, gli evasori continueranno a godersi tutte le sfumature del nero sottratto alle casse dello Stato, i redditieri dormiranno sonni tranquilli senza l’incubo di alcuna patrimoniale e, anzi, si agevoleranno di una riforma fiscale meno opprimente. Senza scie chimiche sarà tutto più bello e pulito. Fino a quando durerà…